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LA TRINITA' - VERITA' O FALSITA'?

Last Update: 2/23/2023 10:04 PM
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10/20/2010 10:43 PM
 
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10/20/2010 10:57 PM
 
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[Edited by jwfelix 2/23/2023 9:59 PM]
10/20/2010 11:01 PM
 
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INDICE


Prefazione a cura di Umberto Polizzi 5

Prefazione a cura di Stefano Pizzorni 7

Introduzione 9

Antiche Trinità pagane 11

I Padri apostolici 25

Gli Apologisti 31

Il Concilio di Nicea 41

Il credo Niceno 43

Il Padre 49

Il Figlio 51

Lo spirito santo 53

Versetti che secondo i trinitari "dimostrano la Trinità" 55

Versetti che si possono tradurre in più modi 203

Versetti che smentiscono la Trinità 339

Gesù e/è l'arcangelo Michele 495

Il monoteismo 511

Conclusione finale 513

Sigle o abbreviazioni delle traduzioni bibliche usate 515

Sigle e abbreviazioni di traduzioni di parti della Bibbia, dei Vangeli, del Nuovo Testamento, di Interlineari ed altro 523

Bibliografia 527

Versetti trattati 533
10/20/2010 11:04 PM
 
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PREFAZIONE a cura di Umberto Polizzi

In questo "LIBRO" analitico, il nostro autore Felice Buon Spirito non si limiterà a considerare l'aspetto cristologico e la relazione ontologica fra Padre e Figlio.

La figura e la funzione dello spirito santo, verrà trattata in maniera esplicita dove l'Autore si prefigge di dimostrare che le discussioni cristologiche post apostoliche, pervennero alla conclusione che il Gesù storico fu caratterizzato contemporaneamente da una duplice natura: umana e divina.

In pratica, secondo la teologia trinitaria, Gesù Cristo sarebbe stato allo stesso tempo vero uomo e vero Dio! L'Autore mette, nel suo giusto rilievo, il fatto che Gesù fu un vero uomo, per cui sottintende come si può dire che questo vero uomo fu anche contemporaneamente vero Dio?

L'invito a leggere il NT ci fa evidenziare che il Cristo, più che nella sua natura è visto nella sua funzione di salvatore escatologico, di redentore.

Tuttavia ci viene fatto notare anche, come la speculazione personale della "cristianità" si è rivolta ad esaminare la natura spostando il punto focale dell'attenzione neotestamentaria.

L'Autore si propone la necessità di non dimenticare che mai Gesù Cristo si è personalmente proclamato uguale a Dio, basti pensare al passo marciano "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, Dio" (Marco 10:18).

Nel suo elaborato, dove viene puntualizzata una profonda disamina dei testi neotestamentari con una dettagliata trattazione del controverso "IL SIMBOLO NICENO" della cristianità apostata, l'Autore ci induce a considerare i passi paolini che apparentemente affermano la divinità del Cristo, come Colossesi 1:15-20, e che essi dovranno essere intesi alla luce del subordinazionismo che si trova in 1 Corinti 15:28.

Ci ricorda, peraltro, che la sintesi pa-olina è ben descritta nelle sue famose parole: "Il capo di ogni uomo è Cristo; e il capo di ogni donna è l'uomo; e il capo di Cristo è Dio".

Nella sua trattazione fa spicco incontrovertibile il commento su una testimonianza di Gesù Cristo che proibì di usare la parola "padre" come titolo religioso. In Matteo 23:9, Gesù disse: "E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo". (CEI) Egli, non attribuì mai la parola "Padre" in relazione a se stesso, come vorrebbero alcuni, ma la applicò sempre a Dio distinguendosi da Lui.

L'attento lettore, potrà ritrovare, tra le righe tracciate dal nostro 'ricercatore', la cesellatura degradante del messaggio testamentario compiuta dalla cristianità apostata, affinché l'integrità del tracciato apostolico del NT suggellato dal Sacrificio del Cristo, sia volgarizzato e portato a livelli di un fallimentare fondamentalismo speculante da parte dei cosiddetti filosofi di estrazione pagana dalle lunghi frange delle loro vesti color porpora e indiamantate 'tiare'. Matteo 23:5-6.

Agli interessati lettori, spiritualmente liberi, la conoscenza delle verità divine, acquisita grazie alla rivelazione e alla particolareggiata disamina dei testi neotestamentari del nostro 'autore' - Felice Buon Spirito - saranno introdotti in quel movimento di pensiero, affermatosi nei primi secoli dell'era cristiana contro cui polemizzarono con molta forza (roghi) e coercizione (torture) i Padri della Chiesa.

"Buona lettura"!

Umberto Polizzi
(Giornalista e scrittore)
10/20/2010 11:10 PM
 
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PREFAZIONE a cura di Stefano Pizzorni

Gregorio di Nissa, descrivendo l'atmosfera che regnava a Costantinopoli prima del concilio del 381, si lamentava irritato che "se chiedi ad un cambiavalute sul denaro si mette a filosofare con te sul Generato o Ingenerato. Se chiedi al fornaio della qualità del pane ti risponderà: 'Il Padre è più grande del Figlio'. Se osservi con l'inserviente che l'acqua dei bagni va bene ti dichiara che il Figlio è creato ex nihilo". 1

Quella di Gregorio, naturalmente, è una descrizione caricaturale, volta soprattutto a mettere in ridicolo gli ariani, ma possiamo essere certi che quella stessa passione per la discussione dottrinale che intorno al IV secolo animava lo spirito della maggior parte dei cristiani anima anche lo scritto di Felice Buon Spirito.

La stessa passione, dicevamo, e forse anche la stessa irritazione da parte degli addetti ai lavori, che di fronte al lavoro di un appassionato che pretende di esporre i risultati di una sua ricerca senza aver fatto regolari studi teologici in un Seminario o in una Facoltà, senza avere una adeguata preparazione di metodologia esegetica e tutte le lacune di un autodidatta, potrebbero storcere il naso, provando una istintiva reazione di fastidio.

L'autore è ben cosciente di questi limiti, e con il suo lavoro non ci propone una qualche nuova tesi teologica sul significato della trinità cristiana né tanto meno un excursus sullo sviluppo storico del dogma, ma piuttosto, grazie alla consultazione costante di commentari, lessici e dizionari teologici, ci vuole far conoscere qual è, su questo tema, il punto di vista più aggiornato di biblisti e teologi di diversi orientamenti religiosi e culturali.

Certo, la selezione potrà sembrare parziale, ma lo scopo dell'autore è proprio quello di attenuare opinioni che spesso sono ancora troppo ossequienti al dogma più che alla verità storica o all'onestà filologica.

L'autore dedica a questo riguardo un cospicuo numero di pagine per spiegare come la critica moderna deve riconoscere che la maggior parte dei passi scritturali indicati storicamente come trinitari in realtà si rivelano assai controversi, sia dal punto di vista esegetico che della traduzione.

Questo fatto, ben inteso, non è certo nuovo. Da tempo la maggior parte di biblisti e teologici è ben cosciente che la dottrina della trinità non si trova formulata, in quanto tale, nelle scritture. Paolo Gamberini, un teologo gesuita, riconosce che "il materiale biblico offre in quanto tale solo una possibilità, non una necessità per fondare una dottrina trinitaria" 2 e così Schillebeeckx ci ricorda che "I vangeli non parlano di "persone" in Dio". 3

La lista potrebbe continuare, e questi autori, pur restando perlopiù trinitari, riconoscono che non è nelle affermazioni bibliche sul Padre, il Figlio o lo spirito che è possibile elaborare la dottrina della trinità.

Il libro di Felice Buon Spirito ha il pregio di indicarci in che misura questa "possibilità" scritturale è ammissibile, ovvero fino a che punto è possibile usare le scritture per sostenere la dottrina della trinità e in che misura essa è frutto dell'elaborazione di concetti filosofici successivi, estranei alle scritture e all'ambiente in cui esse furono redatte.

Alla maggior parte dei lettori, che ancora oggi in genere assume sic et simpliciter che Dio sia venuto a passeggiare sulla terra, questa acribia da parte dell'autore nell'analizzare il parere della critica su ogni singolo passo trinitario potrà sembrare incomprensibile, così come all'imperatore Costantino sembravano "insignificanti" le dispute dottrinali tra Ario e Atanasio 4 che poi avrebbero lacerato la cristianità per secoli.

In realtà ancora oggi la trinità resta un argomento per molti versi equivoco che continua a dividere i credenti nell'unico Dio e contribuisce a tenere lontani ebrei e musulmani dal conoscere la figura del Cristo come è genuinamente presentata nelle scritture.

Anche entro il mondo cristiano essa costituisce una barriera, arrivando a sostenere che chi non riconosce la consustanzialità di Gesù con il Padre non può essere considerato cristiano, dato per certo che i cristiani del I secolo avessero questa convinzione.

Per questo che in quest'epoca di fanatismi religiosi è più che mai urgente ritornare alle radici scritturali della dottrina cristologica, per valutarla, finalmente, in maniera equilibrata e prudente.

Facciamo dunque nostre le parole di Adolf von Harnack, che all'inizio del secolo scorso scriveva: "Migliaia di uomini furono oltraggiati, oppressi, imprigionati, tratti a morte per l'interpretazione di una frase, per una virgola, da altri uomini che pure avevano sul labbro l'amore e la fratellanza. Tristissima storia! La Cristologia divenne l'arsenale donde gli uomini trassero le armi più terribili, i più crudeli ordigni di distruzione". 5

Confidiamo che lo studio di Felice Buon Spirito possa in qualche modo rendere meno minaccioso l'arsenale dei fanatismi religiosi, restituendo al lettore, guidato dal giudizio della critica moderna, a quello che è il fondamento scritturale del cristianesimo anteriore al dogma.


1 GREGORIO DI NISSA, De deitate Filii et Spiritus Sancti, in Patrologia Greca, 46, 557

2 P. GAMBERINI, Questo Gesù (At 2,32). Pensare la singolarità di Gesù Cristo, EDB, Bologna 2005

3 E. SCHILLEBEECKX, Gesù. La storia di un vivente, Queriniana, Brescia 1976

4 SOCRATE SCOLASTICO, Storia ecclesiastica, I,7,3; I,7,7; I,7,10-11.

5 A. HARNACK, L’essenza del cristianesimo (1900), Torino, Bocca, 1923.



Stefano Pizzorni

[Edited by jwfelix 2/23/2023 10:04 PM]
10/20/2010 11:13 PM
 
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INTRODUZIONE

Tenendo conto della gran quantità di libri a favore della "Trinità", può sembrare insolito trovarne uno che la contraddice. Potrebbe essere visto come un libro eretico rispetto alla dottrina delle chiese "cristiane".

Attraverso quest'opera si provvederà una risposta alle varie doman-de sul dogma trinitario, anche se so bene che l'argomento, la cui vastità può essere racchiusa in una sola parola: Trinità, potrebbe risultare incompleto e complicato; la questione si protrae da parecchi secoli e non ho certo la presunzione di metterci io un punto.

Molte persone nel corso dei secoli subirono atrocità essendo stati addirittura messi al rogo ed arsi vivi per non essere stati d'accordo sulla dottrina della Trinità. Tra questi ricordo Joan Bocher, Michele Serveto e altri ancora. Perché queste persone pagarono un prezzo così alto? Evidentemente perché erano convinti di ciò che credevano.

Ma perché i trinitari agirono così? Se costoro erano i veri cristiani, perché non hanno seguito l'esempio del Signore Gesù Cristo, l'esempio dell'amore e della tolleranza verso il prossimo?

Dire che credere nella Trinità sia lo "specifico" del cristianesimo pare un'affermazione discutibile. Gesù Cristo disse che i suoi discepoli si sarebbero riconosciuti dall'amore (Giovanni 13:35).

Calvino fece invece ardere a fuoco lento Michele Serveto, umanista e teologo spagnolo, a Ginevra, perché non credeva nella Trinità. Chi dei due sarà stato il cristiano? Il martire o il carnefice?

I riformatori e le chiese protestanti a cui essi diedero origine continuarono ad accettare i credi emanati da passati concili ecumenici della Chiesa Cattolica, come il credo niceno e il simbolo atanasiano, che enunciano la dottrina trinitaria.

Il protestantesimo ha prodotto la sua messe di credi, fra cui la Confessione luterana di Augusta, la Seconda Confessione elvetica delle Chiese Riformate e i Trentanove Articoli anglicani ed episcopaliani, che richiedono tutti di credere in dottrine non scritturali come la Trinità.

Più recentemente il Consiglio Ecumenico delle Chiese protestanti ha dichiarato che per esserne membri o per definirsi cristiani si deve confessare Gesù "come Dio". La cosa più strana è che anche se tutti credono in Gesù come Dio ci sono varie differenze di credi trinitari e di dottrine varie.

Ogni persona desiderosa di conoscere la verità dovrebbe esaminare questa dottrina per determinare se è conforme agli insegnamenti di Gesù Cristo.

Questo studio sulla dottrina della Trinità è stato preparato proprio a tal fine.

Felice Buon Spirito
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